Antidizionario della Moda

In principio era un quadrato nero su fondo bianco. Malevič lo espose per la prima volta nel 1915 in un angolo, secondo la tradizione delle icone ortodosse. Lì dove stava tradizionalmente l’immagine sacra, l’artista appese un quadrato nero, una non-immagine, un puro segno nel quale l’idea stessa della creazione occupava il centro del mondo dei significati. Così nella moda, quando un concetto, per sottigliezza e complessità, procura afasia, quando la visione deve essere ineffabile, indicibile e perfetta, quando ogni ornamento sembra un tradimento, solo a quel punto le singole parti del discorso diventano una sola parola, forte e intensa. Senza più nulla da aggiungere: un abito nero. Le prime collezioni di Yohji Yamamoto e Rei Kawacubo, le ultime creazioni di Balenciaga in gazar di seta come l’abito  “quattro corni”, il blu profondo, quasi inchiostro, delle uniformi che Gabrielle Chanel disegnò tra gli anni ‘20 e ’30 insieme agli incredibili smoking di YSL e al suo Nude Look del 1966 rappresentano il grado zero di nuove fasi della storia della moda. Il superamento di ogni immagine convenzionale. Il momento in cui lo stilista arriva a un’autonomia di linguaggio talmente alta da inglobare tutto ciò che l’ha preceduto. Abiti neri come sintesi che svela le proprie origini, anticipando quello che verrà.

Feb 24
Nero
BACK
From left to right: Le Violon d’Ingres, Man Ray, 1924; Signature chair by Carlo Mollino, published in Domus 270/May 1952; robe Yves Saint Laurent photographed by Jeanloup Sieff, 1970.
Mar 28

BACK

From left to right: Le Violon d’Ingres, Man Ray, 1924; Signature chair by Carlo Mollino, published in Domus 270/May 1952; robe Yves Saint Laurent photographed by Jeanloup Sieff, 1970.


CAMP
Collection LE SMOKING, Yves Saint-Laurent, Autumn/Winter 1966-1967, photograph by Helmut Newton.
Apr 9

CAMP

Collection LE SMOKING, Yves Saint-Laurent, Autumn/Winter 1966-1967, photograph by Helmut Newton.

«Il Camp mette tutto tra virgolette. Non una lampada, ma una “lampada”; non una donna, ma una “donna”. Vedere il Camp in cose e persone è intendere l’essere-come-recita. È l’estrema estensione, sul piano della sensibilità, della metafora della vita-come-teatro». Così scriveva Susan Sontag nella nota n. 10 delle sue NOTE SUL CAMP, pubblicate nel 1964 nella rivista americana THE PARTISAN REVIEW. La giovane filosofa, attraverso cinquantotto punti, cercava di definire un’estetica che cominciava ad abbandonare contesti underground per approdare alle pagine patinate delle riviste di moda. In un’epoca intensa d’inquietudine economica e politica, l’immagine di sé e la produzione creativa estremamente curata, sofisticata, al limite del credibile, degli stilisti più influenti di quel periodo, come Yves Saint-Laurent, Biba o Ossie Clark, esercitavano un grande fascino. Il Camp, scriveva sempre la Sontag: « […] non si basa sulla bellezza, ma sul grado di artificio  e di stilizzazione». Elementi forti questi ultimi, dell’opera di Saint-Laurent tra la fine degli anni sessanta ed il decennio a seguire. La provocazione sessuale e il fascino vistoso preso dalla strada trovavano forma nel 1968 in un lungo abito di chiffon nero trasparente, rifinito con piume di struzzo e segnato in vita da una piccola cintura d’oro a forma di serpente. Mentre qualche anno prima, nel 1966, il brivido dietrichiano del travestitismo della collezione LE SMOKING, veniva immortalato in una serie di fotografie di Helmut Newton, che più che illustrare un abito alludevano a un mondo, a un fenomeno estetico.

Apr 9
Camp
ÜBERMENSCH
Yves Saint Laurent photographed by Jeanloup Sieff, 1971
Maggio 14

ÜBERMENSCH

Yves Saint Laurent photographed by Jeanloup Sieff, 1971

A-sua-immagine-e-somiglianza ovvero, l’onnipotente della moda, la più duratura creazione del prêt-à-porter. Dall’atelier ai tappeti rossi, dall’emblematico silenzio dei corridoi di avenue Georges V, quartier generale di Balenciaga, alle copertine di riviste hipster, senza troppi filtri. Ingenuo chi pensa che al grande creatore basti solo una fortissima personalità accompagnata da una volontà di ferro. Lo stilista-protagonista, con un volto, una fisicità e una divisa ben precisa, ha costruito nel tempo un impero capace di imporre a scala globale i propri significati e le proprie interpretazioni. A ogni stagione una visione di uomo o donna  a propria misura, non intercettando quello che accade, ma spingendosi oltre. Il Grande Creatore non resta più dietro le quinte. Non sono le celebrities a fare di lui un Dio, ma l’esatto contrario. Quando Saint Laurent posa nudo per il suo profumo Nu, non teme nulla. Il suo gesto e il suo sguardo si ergono al di sopra  della morale tradizionale. Il lungimirante cinismo di Karl Lagerfeld, il rigore charmant di Giorgio Armani, l’estremo protagonismo su più fronti di Mr. Tom Ford, la dosata arroganza di  Riccardo Tisci, ognuno con una buona dose di megalomania incarna una versione scintillante e meno impegnativa dello übermensch (oltre-uomo) nietzschiano. Egli è proteso verso l’avvenire, la sua mano creatrice è l’unico strumento di “dominio” che conosce.

Maggio 15
Übermensch
FEMME-EN-NOIR
Various Yves Saint Laurent creations from his last Haute Couture Collection S/S 2002 and his archive, photographed by Michel Comte, Vogue Italia March 2002
Ott 11

FEMME-EN-NOIR

Various Yves Saint Laurent creations from his last Haute Couture Collection S/S 2002 and his archive, photographed by Michel Comte, Vogue Italia March 2002

FEMME-EN-NOIR
YSL by Mats Gustafson, Vogue Italia March 2002
Ott 11

FEMME-EN-NOIR

YSL by Mats Gustafson, Vogue Italia March 2002

FEMME-EN-NOIR
YSL by Mats Gustafson, Vogue Italia March 2002
Ott 11

FEMME-EN-NOIR

YSL by Mats Gustafson, Vogue Italia March 2002

FEMME-EN-NOIR
YSL by Mats Gustafson, Vogue Italia March 2002
Ott 11

FEMME-EN-NOIR

YSL by Mats Gustafson, Vogue Italia March 2002

FEMME-EN-NOIR
YSL by Mats Gustafson, Vogue Italia March 2002
Ott 11

FEMME-EN-NOIR

YSL by Mats Gustafson, Vogue Italia March 2002

Quante le femmes en noir scaturite dall’immaginario di Yves Saint Laurent! Come scrive Javier Arroyuelo nel marzo 2002 in un bell’articolo per Vogue Italia: «[…] dalla gran frivola da dance club in fourreau a lustrini, alla seduttrice con lo shock del seno nudo sotto l’inquietante trasparenza ombrata, alla donna moderna al massimo grado in una jumpsuit tutta lunghezza e libertà. Senza dimenticare la signora ferocemente comme il faut “but with a twist”, con un tocco che la rende diversa». Le amazzoni in nero e tacchi a spillo di Saint Laurent sono silouhettes nette, grafiche in cui il non-colore allo stato puro o elaborato in sottili variazioni assurge allo status di iper-colore. Il nero YSL non è solo sinonimo di rigore e essenzialità, usando sempre le parole di Arroyuelo: «É un nero chiarificatore: ci dimostra, semplicemente, che cosa sia, che cosa debba essere, il vestito». Nel momento in cui l’abito diventa teorema e archetipo, Yves Saint Laurent evita ogni tentazione della spettacolarità e usa il nero per mettere in evidenza ciò che costruisce quel tuxedo, quella gonna longuette o quel trench in pelle nera destinati ad entrare nella Storia della Moda. Non è mai stato solo una tappa del suo itinerario creativo. Dalle collezioni-mito come quella russa o ispirata agli anni Quaranta fino all’ultima di Haute Couture del 2002 la presenza di modelli neri è stata una costante. Se Coco Chanel aveva trasformato il nero da colore per i lutti a passepartout per tutti i giorni, Yves Saint Laurent l’ha utilizzato per dipingere le infinite personalità delle donna moderna. Quasi un inquietante specchio dei fantasmi che hanno animato le sue eterne muse.

Ott 12
Femme en noir
WEDDING DRESS #1
Betty Catroux wearing an optical fur with her husband François the day of their marriage, 1968
Feb 23

WEDDING DRESS #1

Betty Catroux wearing an optical fur with her husband François the day of their marriage, 1968

WEDDING DRESS #2
Loulou de la Falaise and her husband Thadée Klossowski at the Palace club in Paris for their wedding party, 1977
Feb 27

WEDDING DRESS #2

Loulou de la Falaise and her husband Thadée Klossowski at the Palace club in Paris for their wedding party, 1977

WEDDING DRESS #2
Indian style wedding of Loulou de la Falaise and Thadée Klossowski de Rola, Bois de Boulogne, 1977
Feb 27

WEDDING DRESS #2

Indian style wedding of Loulou de la Falaise and Thadée Klossowski de Rola, Bois de Boulogne, 1977