SOFIA (Sofia Loren)
Sofia Loren taking a break on the set, 1970 circa
SOFIA (Sofia Loren)
Sofia Loren taking a break on the set, 1970 circa
SOFIA (Sofia Loren)
Self portrait with Sofia Loren, Richard Avedon, 1966
SOFIA (Sofia Loren)
Sofia Loren photographed by Richard Avedon, Vogue US, December 1970
SOFIA (Sofia Loren)
(Fonte: inezandvinoodh)
SOFIA (Sofia Loren)
Sophia Loren by Inez van Lamsweerde and Vinoodh Matadin for the Pirelli Calendar 2007
Per pensare a Sofia Loren come ad un’icona bisogna metaforicamente “decapitarla”. Concentrarsi solo sul suo volto e allontanare quella definizione terribile, tutta italiana, di “maggiorata” che per anni ha categorizzato una generazione di attrici dalla Mangano alla Pampanini. Donne il cui corpo incarnava un costume nazionale che aveva ingigantito le proprie occasioni di benessere ma non certo gli spazi di libertà e indipendenza. Michelangelo Antonioni ricorda una giovane Loren, comparsa di Cinecittà, parlando proprio del suo volto: « era una ragazza sconosciuta, che vedevo spesso in trattoria, con splendidi occhi e un’aria selvatica bellissima». Così la immortalano i grandi fotografi di ieri e di oggi, al centro del loro obbiettivo niente curve esplosive e seni strabordanti, ma solo lo sguardo fiero, gli zigomi alti e i capelli fluenti. A volte è quasi irriconoscibile, più magra e per nulla bamboleggiante nei tratti, come negli scatti di Avedon del 1970. Non è un caso che Inez van Lamsweerde per il Calendario Pirelli 2007, manifesto di un erotismo raffinato per quanto esplicito nel mostrare il corpo femminile, per Sofia Loren, non più giovane, scelga solo scatti del suo volto. Al di là del tempo che passa e di qualche stereotipo che alcuni ruoli interpretati possono averle conferito, il potere dell’attrice passa tutto da lì.
Sofia