JEAN SCHLUMBERGER
Portrait de Nush Eluard, Pablo Picasso, 1937
JEAN SCHLUMBERGER
Portrait de Nush Eluard, Pablo Picasso, 1937
JEAN SCHLUMBERGER
Elsa Schiaparelli, COMMEDIA DELL’ARTE collection, spring 1939, buttons and costume jewelry by Jean Schlumberger, photographed by Erwin Blumenfeld, Vogue US, December 1938
JEAN SCHLUMBERGER
Elsa Schiaparelli, CIRQUE collection, summer 1938, buttons in the form of acrobats by Jean Schlumberger
JEAN SCHLUMBERGER
Elsa Schiaparelli, evening jacket, buttons “Testa di Moro” by Jean Schlumberger, 1939
JEAN SCHLUMBERGER Insect necklace, Jean Schlumberger for Elsa Schiaparelli, 1939
“Ceci n’est pas une pipe” scriveva nel 1928 Magritte nel suo quadro LA TRAHISON DES IMAGES in una bella calligrafia corsiva da abbecedario. “Ceci n’est pas un bouton” avrebbe potuto esclamare Jean Schlumberger nel mostrare a Elsa Schiaparelli i bottoni da lui disegnati per chiudere le sognanti creazioni degli anni Trenta della grande creatrice. Ed effettivamente non di semplici bottoni si trattava ma di piccole sculture, appendici studiatissime del tema definito dall’abito. Decori che, a partire dalla collezione CIRQUE dell’estate del 1938, per Schiaparelli avevano abbandonato quella connotazione erotico-sessuale dettata negli anni precedenti dalla collaborazione con l’amico Salvador Dalì. Il sogno, il favoloso e il meraviglioso erano le nuove fonti a cui ricorrere. La matrice Surrealista rimaneva forte nella composizione: insetti, acrobati, elefanti, pappagalli, pagliacci, stelle e globi si rincorrevano sui modelli senza alcun senso o ordine preciso, se non quello di portare alla luce le “favole per donne” che Schiaparelli riproduceva attingendo al suo inconscio, ai ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza. In questa rêverie le creazioni di Schlumberger si integravano perfettamente; bottoni come piccoli gioielli a forma di ginnasti sospesi, spille a forma di struzzo o altri animali esotici, geometrie preziose che richiamavano i decori degli abiti della Commedia dell’Arte. Forse anche per il gioielliere, la cui severa famiglia tedesca aveva previsto per lui un destino diverso, queste creazioni non rappresentavano solo semplici accessori, ma una fuga, la sua personale via verso quella libertà espressiva ed esistenziale che andava cercando.
Jean Schlumberger
BABILONIA #2
Elsa Schiaparelli, wool evening ensemble bought by Marlene Dietrich, fall/winter 1936-1937
BABILONIA #2
Marlene Dietrich wearing an Elsa Schiaparelli’s ensemble from the fall/winter 1936-1937 collection, photographed by Cecil Beaton, Vogue Uk, octobre 1936
BABILONIA #2
Marlene Dietrich in Schiaparelli photographed by William Walling, 1934
FLACONE ICONA
Advert for Elsa Schiaparelli’s SLEEPING parfum, drawings by Marcel Vertès, 1940
FLACONE ICONA
Elsa Schiaparelli’s drawings for the bottle of the perfume SLEEPING, 1939
FLACONE ICONA
Advert for Elsa Schiaparelli’s SHOCKING parfum, drawings by Marcel Vertès, 1938